Ultima modifica: 3 Aprile 2019

BePresilient 2019

BE PRESILIENT

La nostra proposta è quella di organizzare con i ragazzi una sessione del nostro progetto “BePresilient”, che punta a sensibilizzazione la cittadinanza alle buone pratiche di protezione civile e sulla donazione di sangue regolare e periodica.

Durante il verificarsi delle calamità naturali, la cittadinanza, animata da lodevole spirito di solidarietà, accorre spesso in modo scoordinato sul luogo del disastro recando generi di prima necessità, ostruendo le poche strade agibili, distogliendo i soccorritori dalla loro opera e rischiando così di diventare un pericolo per se stessi e per gli altri. Allo stesso modo, in questi momenti si rilevano picchi di accesso ai centri di raccolta sangue, con l’evidente problematica da parte dei laboratori di gestire un maggiore afflusso di sangue, che tuttavia non è immediatamente disponibile come le persone credono e ha una scadenza di circa 40 giorni.

Per tali ragioni il Rotaract e i suoi partner in questo progetto (AVIS, Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta, Protezione Civile Nazionale e ANPAS) hanno allestito dei giochi che possano servire a sfatare luoghi comuni e convinzioni mediatiche in modo coinvolgente e interattivo e a far passare quali siano i comportamenti più idonei in caso di emergenza.

La “pulce nell’orecchio” che ci proponiamo di dare, non riguarda solo coloro i quali saranno colpiti in futuro da qualcuno degli eventi catastrofici che, con disarmante ricorrenza, falcidiano il nostro meraviglioso e sfortunato Paese, ma anche e soprattutto tutti gli altri. Tutti quelli che, mossi da eccezionale spirito di solidarietà e prontezza di intervento, non esitano un istante a mettersi in campo per aiutare chi ne ha bisogno, donando il proprio tempo, le proprie energie, il proprio denaro, perfino il proprio sangue. Purtroppo, quasi sempre, questa incredibile ed inarrestabile pulsione ad essere presenti non viene veicolata in modo corretto, ma lasciata all’azione spontanea e spesso disinformata di ognuno, risultando, di conseguenza, poco efficace o – addirittura – nociva.

Per meglio argomentare quella che può sembrare un’irriverente provocazione, abbiamo fatto riferimento ad un caso di studio, quello da cui questo stesso progetto ha preso le mosse: gli eventi sismici del 24 Agosto 2016 nell’Italia centrale e la successiva copertura mediatica circa la gestione degli aiuti e delle donazioni. Negli stralci di stampa riportati nelle slides allegate si può cogliere come sulle principali testate italiane sia stata messa in primo piano la macchina degli aiuti e l’immediatezza con cui questa si è avviata; e questo, nella quotidiana fame di buone notizie che durante una catastrofe fa sentire ancora di più i suoi morsi, è pienamente comprensibile.

Andando però a rovistare più a fondo, nei meandri online della stampa locale, si apprende di “troppi ed inutili” aiuti a cui dare un freno, di “centri trasfusionali presi d’assalto” e di “appelli indiscriminati alla donazione” di difficile gestione operativa e mediatica. Questo perché, nella grande buona fede che anima il nostro rispondere “d’impulso” ad un bisogno di esprimere solidarietà, troppe volte diamo per scontato che nella gestione di una maxi-emergenza servano generi di conforto, volontari pronti a rimboccarsi le maniche, sacche di sangue da raccogliere con urgenza. Ebbene, questo non è sempre, indiscriminatamente vero!

Non tutte le maxi-emergenze hanno lo stesso impatto, né le medesime esigenze di risoluzione. Un volontario improvvisato può rappresentare più una minaccia che un aiuto per le operazioni di soccorso, la raccolta di generi e viveri non essenziali rischia di creare impaccio logistico, i centri trasfusionali e i dipartimenti di medicina trasfusionale ed ematologia sono strutturati per una raccolta programmata e quotidiana con cui tenere costante il livello delle scorte che possano far fronte all’emergenza nell’im- mediato, non per accogliere in una sola sessione tutti gli aspiranti donatori che rispondono ad una volontà impulsiva.

Quello che vogliamo veicolare non è che si smetta di donare e di essere presenti per chi ne ha bisogno, ma che si diffondano le conoscenze e la sensibilità minime per capire come aiutare in maniera efficace. Da qui il nome di questo progetto, BePresilient!, che ci chiede di essere tutti presenti nella resilienza di chi è colpito da una tragedia, e il motto che abbiamo scelto per promuoverlo: Ogni aiuto è importante, l’importante è saper aiutare.  

Desideriamo promuovere una cultura etica ed operativa della gestione delle emergenze come prassi collettiva, in continuità con molti progetti Rotaract promossi nel recente passato anche a livello nazionale e creare la consapevolezza di una donazione di sangue ed emoderivati regolare e periodica come forma essenziale di prevenzione e di sola risposta possibile all’eventuale emergenza sangue, scoraggiando, invece, le risposte impulsive cui si è invece soliti muoversi in piena buona fede e che troppe volte risultano in operazioni inefficaci o – peggio – nella disaffezione dell’aspirante donatore o volontario verso la causa. Per questo motivo, il progetto è stato sviluppato in sinergia con Avis, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue che, forte di 90 anni di storia puntinati da innumerevoli progetti, riunisce oltre un milione e trecentomila donatori su tutto il territorio nazionale.

Come già detto, l’intento non è quello di trasmettere una formazione specialistica a una platea ristretta e in qualche modo già coinvolta e consapevole della problematica, quanto di trasmettere qualche “pillola” di contenuto a un pubblico ampio, come quello delle scuole  Per questo motivo, abbiamo scelto di non prendere le mosse da un ciclo di incontri frontali, non da conferenze o seminari, ma abbiamo optato per un format inclusivo, immediato e accattivante: quello del tre giochi (quiz pong, memory e tabù), per veicolare i contenuti  in modo coinvolgente ed appassionare per sfatare, con domande “trabocchetto” corredate di esaustivi commenti, i falsi miti e i luoghi comuni in cui ci è fin troppo facile cadere.

Il presidente

Andrea Mora

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