Ultima modifica: 13 Febbraio 2020

Come si studia il Russo al Romero?

La prof.ssa Versace spiega come gli studenti del Romero hanno presentato lo studio del Russo durante gli Open Day

Sono sempre più numerose le famiglie che riconoscono il vantaggio di una buona padronanza delle lingue straniere per il futuro professionale dei propri figli, e cresce il numero di coloro che si incuriosiscono di fronte a lingue considerate un po’ esotiche, come ad esempio il russo.

Il Romero è attualmente l’unica scuola della provincia bergamasca che vanta una cattedra di russo nell’offerta formativa del liceo linguistico e per questo gli open day tenutisi quest’anno nell’Istituto hanno accolto parecchi visitatori, curiosi di capire come si possa imparare a quattordici anni una lingua così diversa da quella italiana.

Ma ciò che colpisce più di tutto sono proprio quegli alunni che “sudano” quotidianamente lo studio del russo e che, liberamente, hanno deciso di trascorrere un sabato pomeriggio e addirittura due mattine domenicali per mostrarsi protagonisti fieri del loro apprendere.

Ad accogliere i visitatori incuriositi dallo studio del russo sono a turno ragazzi del triennio o del biennio che invitano a entrare in classe sulle note, ora allegre, ora nostalgiche, di canti russi della tradizione popolare. Il loro sorriso e la loro baldanza “spiazzano ” i visitatori: “Ma come? – qualcuno dice – “il russo non è difficilissimo? “Il russo è una lingua indubbiamente diversa da quelle tradizionalmente insegnate e per certi versi più complessa” -rispondono gli studenti- “ma è anche affascinante e se si seguono le indicazioni dell’insegnante si hanno molte soddisfazioni fin dall’inizio”.

Si respira nell’aula della scuola un’insolita allegria: ci sono cartelloni scritti a mano, c’è un’isola che mette in mostra i sussidi didattici in uso e i quaderni fitti di scrittura degli studenti, ma sono innanzitutto gli alunni che, con il loro entusiasmo e la loro voglia di mostrare le conoscenze acquisite, lasciano il segno: la docente, dopo una breve introduzione di carattere generale, non può far altro che lasciare loro la parola ed essi, a turno e divisi per classe, coinvolgono i presenti in attività e giochi gestiti con spontaneità, secondo il livello di padronanza linguistica posseduta: si passa da un gioco di scrittura alla lavagna dei nomi dei visitatori, alla dimostrazione di quanti russismi siano presenti nella lingua italiana, all’ascolto di una canzone di musica pop, tradotta in italiano seduta stante, in seguito alla richiesta di un ospite, a un assaggio sia virtuale (con una presentazione in PowerPoint) che reale della cucina russa.

Eh sì, perché al Romero è molto importante lo studio della lingua ma viene incentivato con ogni mezzo anche l’incontro con la cultura del popolo, in un continuo paragone con la lingua e la cultura italiana.

L’allestimento dell’aula per l’occasione ne é una conferma: accanto alla cattedra è stata preparata un’isola di vari souvenir: c’è il samovar, ci sono le icone, i porta-gioie, i carillon a forma di Cattedrale di San Basilio, i libri di fiabe… Ci ricorda le bancarelle del mercato di Mosca!!!

Non ci si rende conto del tempo che passa per le attività che si susseguono e che fanno sorgere anche tante domande da parte dei visitatori e quando giunge l’ora di andare a pranzare si esce tutti da quel piccolo mondo russo col sorriso sulle labbra e con negli occhi l’incontro inaspettato con giovani che -strano a dirsi!- sono contenti di entrare in classe.

Prof.ssa M. Versace

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