Ultima modifica: 7 Febbraio 2020

Incontro con Vera Gheno

 

Giovedì 6 febbraio abbiamo avuto il piacere di ospitare in auditorium la sociolinguista Vera Gheno all’interno del progetto “Lo Struzzo a Scuola” organizzato insieme alla casa editrice Einaudi. Il libro oggetto di discussione è stato Potere alle parole, testo che affronta le tematiche grammaticali cercando di mostrare la complessità e la bellezza della nostra lingua senza eccessive semplificazioni e con esempi tratti dalla vita di tutti i giorni, spesso divertenti.

Vera Gheno – docente presso l’Università degli Studi di Firenze e per anni curatrice dell’account twitter dell’Accademia della Crusca – ha risposto ad alcune domande relative all’originalità del suo lavoro, mostrando una sincera passione per la materia affrontata e coinvolgendo i ragazzi di 1ªU (liceo linguistico con tedesco e russo come L2 e L3), 1ªM (liceo delle scienze umane) e 2ªD (I.T. Amministrazione, Finanza e Marketing). 

La tesi portata avanti dalla Gheno si lega alla necessità di ricercare un giusto senso dell’equilibrio tra culto della regola fine a se stessa e riconoscimento dell’aspetto vitale e in divenire della lingua. Non bisogna essere pedanti e “nazisti della grammatica” (per citare un’espressione di D. F. Wallace), bensì dei “grammamanti”, che si preoccupano dello stato di salute dell’italiano.

Nel manuale alternativo di grammatica qual è Potere alle parole emerge, inoltre, un intento in qualche modo etico: scrivere e parlare bene è utile per un’ecologia della mente intesa a mantenere in buono stato di salute l’italiano e l’intera società in cui viviamo.

La lingua non serve se scade nell’autoreferenzialità, ma va intesa per costruire relazione tra persone in dialogo costruttivo tra loro: questo dev’essere l’intento principale di ogni comunicazione, scritta e orale, sempre tenendo presente l’importanza di un decoro linguistico che deve allontanare gli spettri di una possibile “dittatura del brutto”. L’importante è essere curiosi – ha ribadito la linguista – sapere usare il giusto registro linguistico in base ai contesti in cui ci troviamo, ma soprattutto non fare mai i pedanti.

E dell’inglese imperante? C’è di che preoccuparsi? Rispondendo a una studentessa che ha posto la domanda, Vera Gheno non ha dubbi e tranquillizza i presenti. Non dobbiamo temere gli anglismi diffusi, una lingua muore, semmai, quando si disallinea dalla realtà.

Durante l’incontro c’è stato modo di discutere anche di net education, toccando tematiche presenti nel libro Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello, scritto da Vera Gheno insieme a Bruno Mastroianni nel 2018. Quanto emerso ha anticipato idealmente l’evento dell’Internet Safer Day fissato martedì 11 febbraio: le tecnologie sono uno strumento, non un fine e la libertà di parola resta un diritto fondamentale delle società democratiche, sta a noi non abusare dei social media e valorizzarne l’uso positivo.

Da ultimo non è mancata una domanda sull’altra lingua madre dell’autrice, l’ungherese. Già traduttrice di racconti di Magda Szabó, la Gheno, invece di sottolineare la complessità della lingua magiara, ha rivelato che a suo dire è una lingua facile da imparare e bellissima.

Ringraziamo, dunque, la professoressa per l’incontro ricco di spunti e aspettiamo le sue prossime pubblicazioni, che sapranno stupirci nuovamente.

 

prof. Roberto Gelmi




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