Oscar Romero: perché?

Istituto Oscar Romero 1967-2017 50 anni di crescita. Edizioni Villadiseriane

Nel volume “Istituto Oscar Romero 1967-2017, 50 anni di crescita” troviamo nel capitolo 1 le motivazioni della intitolazione del nostro istituto a Oscar Romero. Il capitolo è scritto dalla prof.ssa Lucia Perdersoli, per tanti anni nostra docente.

 

Nel nome che la scuola si è data stanno le finalità che essa si poneva al suo nascere.

Il 24 marzo 1980 monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo  di San Salvador, veniva ucciso mentre celebrava la messa.

Il giorno  precedente aveva esortato i soldati salvadoregni a disubbidire agli ordini di chi li usava per una feroce repressione del popolo del Salvador  piccolo Paese del Centro America. Simbolo di una Chiesa che si mette  a fianco dei poveri, la sua popolarità si diffonde fra uomini di culture  diverse e oltre i confini nazionali.

In quello stesso anno l’allora Istituto Tecnico Commerciale di Albino, la “Ragioneria” come era chiamato comunemente, diventa autonomo.

L’ITC di Albino era nato nel 1967 come sede staccata dell’Istituto  Tecnico Commerciale “Vittorio Emanuele II” di Bergamo per far  fronte alla crescente domanda di scolarizzazione oltre la scuola dell’obbligo che ha caratterizzato la nostra provincia negli anni *60 e che,  nella Valle Seriana in specifico, veniva dalle famiglie come richiesta di  affrancamento socioculturale, ma anche dal tessuto economico locale,  che necessitava di personale maggiormente preparato per far fronte  alle esigenze amministrativo-contabili delle aziende. Dal 1976 era poi  divenuto sede staccata dell’I.T.C. “Maironi da Ponte” di Ponte S. Pietro, che si colloca agli antipodi di Albino per posizione geografica e  per assetto socio-culturale.

Nel 1980, e solo a seguito di insistenti pressioni da parte della  scuola, delle famiglie e di alcuni rappresentanti politici locali, si arriva  all’istituzione della sede autonoma e si avvia quel processo che, nelle  intenzioni dell’Amministrazione Provinciale, avrebbe dovuto fare  dell’allora Istituto Tecnico Commerciale un centro per la scuola media  superiore unificata al servizio di tutta la bassa e media Valle Seriana.

Ospitato dalla sua nascita in locali della parrocchia, vecchio oratorio e vecchio ospizio, l’Istituto non ha una reale figura direttiva di  riferimento e nei suoi primi tredici anni di vita tale funzione è assunta  a turno dagli stessi insegnanti cui sono lasciati l’onere e l’onore di far  fronte all’organizzazione delle linee educative e della determinazione  del clima culturale. Al momento del riconoscimento dell’autonomia dell’Istituto, esso aveva già maturato negli  anni e nell’esperienza la sua linea  guida nella definizione delle finalità da  raggiungere attraverso la scuola che  includeva, insieme ad una solida formazione scolastica, anche una significativa formazione umana.

La testimonianza forte in questo  senso resta l’esperienza di apertura  verso forme di disagio, avviata proprio nell’anno scolastico 1967/68 con l’iscrizione del primo di una lunga serie  di alunni portatori di handicap, quando ancora questo era ben lungi dall’essere previsto nei regolamenti della scuola italiana e forse neppure nel  “senso comune” collettivo.

Nel 1978, a dieci anni di distanza  dalla sua nascita, l’Istituto giunge alla elaborazione di un progetto per  l’inserimento di alunni portatori di handicap per un approccio più sistematico e più scientifico al problema, in cui si delineavano meglio le  competenze e le sinergie dei vari organismi che collaboravano con la  scuola. Era allora attivo l’istituto della Croce Rossa di Torre Boldone  che ospitava ragazzi portatori di handicap provenienti dalla Lombardia, alcuni dei quali trovavano nell’I.T.C. di Albino la struttura scolastica per l’accoglienza e per la formazione sociale e culturale.

Quando giunge il decreto che rende autonoma la scuola, siamo appunto agli inizi dell’anno scolastico 1980/81, viene annunciato anche  l’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo edificio: già allora, pensando al nome che avrà, qualcuno sussurra Oscar Romero”, il cui sacrificio si era compiuto da pochi mesi, nel marzo 1980.

Quando nel 1984 la scuola si trasferisce nel nuovo edificio, la proposta viene ufficializzata dal Consiglio di Istituto al Provveditore, competente in materia.

Nel 1991 l’intitolazione diventa ufficiale, in memoria di un uomo  che rappresenta un esempio per le generazioni che in questa scuola  verranno a proseguire la loro crescita, nella convinzione che esse necessitino di un’approfondita conoscenza delle discipline scolastiche e  dei nuovi strumenti tecnologici, ma anche di una solida formazione  umana, basata sul rispetto e sulla valorizzazione delle diversità, di  un educazione alla pace ed alla tolleranza, di una capacità di aprirsi alle altre culture.

Inizia in quell’anno anche un ricordo, il 24 marzo di ogni  anno, della vita e dell’esperienza del vescovo Romero per approfondirne la conoscenza fra quelli che lo hanno conosciuto e farlo conoscere ai nuovi studenti dell’Istituto.